Negli ultimi tre anni l'Italia non ha mai vinto più di un match nell'RBS Sei Nazioni e ha portato a casa il cucchiaio di legno nove volte, ma quest'anno vuole cambiare marcia anche qui.
Rispetto all'Australia Jacques Brunel ha effettuato tre cambi, con il sudafricano Tobias Botes al posto di Edoardo Gori non al 100%.
Luke McLean è all'ala al posto dell'infortunato Mirco Bergamasco (primo Sei Nazioni che inizia senza Mirco e Mauro), mentre infine Simone Favaro sarà in terza linea al posto di Robert Barbieri, anche lui non al 100%.
Unico esordiente nel Sei Nazioni è la seconda linea Francesco Minto, che però ha convinto molto sia a novembre sia con la maglia del Treviso.
E Sergio Parisse è convinto che l'Italia possa fare meglio di 12 mesi fa, quando chiuse quinta, e possa farlo fin da domani.
"Se giochiamo al 100% e ci concentriamo su ogni match, allora non abbiamo paura di nessuno. Al Sei Nazioni ci sono cinque partite, ma vanno giocate una alla volta e dobbiamo giocarle tutte al meglio, ma so che i miei compagni lo faranno - le parole di Sergio -.
In novembre abbiamo iniziato male con Tonga, ma abbiamo vinto. Qualche anno fa giocando male avremmo perso.
Abbiamo giocato un'ora alla grande con gli All Blacks, mentre con l'Australia abbiamo giocato male il primo tempo, ma siamo usciti alla distanza e abbiamo veramente rischiato di vincere".
Dall'altra parte, invece, Philippe Saint-André confida che la sua truppa non arriva in forma perfetta all'esordio del Sei Nazioni contro l'Italia.
La Francia arriva a Roma con i favori del pronostico, sia per il match sia per il torneo, ma i piani del tecnico transalpino sono stati un po' rivoluzionati dagli infortuni negli ultimi turni di Top 14.
Fuori, così, all'ultimo sono rimasti Wenceslas Lauret, Vincent Clerc e Brice Dulin.
La Francia arriva dalle vittorie novembrine contro Samoa, Argentina e Australia, dopo il tour estivo vincente in Argentina. Ma Saint-André ammette che gli infortuni potrebbero cambiare le carte in tavola.
"Arriviamo al Sei Nazioni forti di quattro vittorie consecutive. Ma i giocatori erano freschi a novembre, ma ora non so come stiano dopo gli ultimi match in Top 14 e in Europa.
Mi sembra che quando ci si avvicina al Sei Nazioni gli altri corrano i 100 metri, mentre a noi tocca fare i 110 ostacoli - il paragone azzardato di Saint-André -.
Siamo gli unici ad aver avuto un turno di campionato lo scorso weekend, mentre gli altri si sono tutti potuti radunare una settimana prima".








