"Non avremo paura a Twickenham - ha detto il tecnico -. E' una grande sfida per noi andare a Londra da favoriti. Siamo una squadra giovane, che deve accettare di essere forte e convivere con queste aspettative. In Galles non c'è grigio, o si vince o niente. L'unico problema di venir incensati è che se si cade ci si fa più male, dobbiamo mantenere i piedi sempre per terra".
"Esaltarci significa dare motivazioni in più all'Inghilterra, dovremmo esserne coscienti. Giocare a Twickenham ha sempre un sapore particolare per un gallese - me lo hanno raccontato anche tanti campioni del passato - ma di sicuro era diverso quando di fronte avevi personaggi come Johnson, Dallaglio o altri".
Gatland ha dovuto rinunciare all'ultimo a James Hook e in panchina siederà così Stephen Jones. Oltre a ciò, il tecnico ha effettuato altri tre cambi rispetto alla formazione che ha battuto 27-13 la Scozia, con il ritorno di Jen Owens, Alun Wyn Jones e Sam Warburton.
Cambia anche Stuart Lancaster, coach dell'Inghilterra, con l'aggiunta di Ben Morgan, Lee Dickson, Manu Tuilagi e Geoff Parling, mentre Owen Farrell farà il suo esordio a mediano d'apertura. In tutto sono sette i giocatori che esordiranno a Twickenham sabato e solo quattro sopravvissuti al team che ha battuto il Galles un anno fa nell'RBS 6 Nations 2011.
Questo dimostra la grande volontà di ricostruire di Lancaster dopo il disastro inglese nella Rugby World Cup e il tallonatore Dylan Hartley ammette che l'Inghilterra sta imparando il ruolo di sfavorita.
"E' una chance perfetta per noi, una vera possibilità di avere tutta la nazione al nostro fianco - ha detto Hartley -. I ragazzi daranno il 100% in campo, come abbiamo visto con la Scozia. Speriamo di giocare in maniera disciplinata come con l'Italia, dove siamo riusciti a rimontare da uno svantaggio di nove punti, anche se vogliamo migliorare in attacco. Il Galles è in gran forma, noi siamo gli underdogs.
"Ma questo non mi importa. Prima della Scozia scrivevano che ci avrebbero asfaltato, perché eravamo senza esperienza. In campo abbiamo dimostrato che sbagliavano. Siamo pronti a rifarlo".








