Philippe Saint-André ha, infatti, sostituito Marc Lievremont a capo della Francia, mentre il regno italiano di Nick Mallett è arrivato alla fine, con l'ex coach di Perpignan Jacques Brunel a prenderne le redini. Ma non è una rivoluzione, visto che 19 dei 30 titolari di sabato saranno gli stessi visti un anno fa a Roma.
Per i francesi ci sono stati gli addii di Sebastien Chabal, Yannick Jauzion e Sylvain Marconnet, mentre il nuovo è rappresentato dal centro di Clermont Wesley Fofana.
Come leader della squadra Thierry Dusautoir, miglior giocatore IRB dell'anno nel 2011, ammette che una vittoria all'esordio è obbligatoria per la Francia.
"Non è più l'Italia di qualche anno fa. L'anno scorso abbiamo perso, ma è solo la logica conseguenza della loro crescita - le parole di Dusautoir -. Affronteremo questo incontro sapendo quanto è importante vincere la prima partita e per vincere a Parigi davanti al nostro pubblico.
"Siamo arrivati alla finale mondiale ben consapevoli di avere molte aree dove dobbiamo migliorare, ma è ancora troppo presto per poter giudicare il lavoro di Philippe Saint-André. Per ora, diciamo, si è lavorato molto, e bene, sulla comunicazione":
Per l'Italia di Brunel, invece, la sfida maggiore sarà ancora una volta quella di trovare la quadra nella mediana e un gioco per i trequarti, che manca dai tempi di Diego Dominguez e Alessandro Troncon.
Brunel ha scommesso sulla coppia di Treviso formata da Edoardo Gori e Kris Burton, con il tecnico francese che ammette di aver dato grandi responsabilità al giovane numero 9.
"Questa è la scelta per questa partita, anche perché ciò che cerco è un giocatore che sia veloce ad arrivare sul breakdown per velocizzare il nostro gioco - le parole dell'ex assistente di Bernard Laporte sulla panchina proprio dei Blues -. Gori ha queste qualità, anche se l'anno scorso è stato fatto giocare più vicino al breakdown, dove c'è più lavoro da fare e non si riesce a velocizzare. La nostra missione è dare più sicurezza ai trequarti e bilanciare la squadra".
Proprio Gori ammette che è felice di avere la possibilità di lavorare con Brunel, confidando che gli azzurri regaleranno - o proveranno a farlo - un gioco più d'attacco rispetto al passato. "Sarà difficile far vedere già tutto contro la Francia, ma ci proveremo - le parole di Gori -. Mallett era molto concentrato sulla difesa, che è stata il nostro punto di forza l'anno scorso. Ma senza un attacco non puoi vincere e Jacques vuole proprio questo. Vedremo come andrà".








