Gli uomini di Martin Johnson, che hanno perso l'imbattibilità contro l'Irlanda a Twickenham due settimane fa, hanno ceduto la Calcutta Cup in terra scozzese nel 2006 e 2008.
Dall'altra parte, però, la Scozia arriva poco certa dei propri mezzi dopo la sconfitta per 16-12 subita allo Stadio Flaminio dall'Italia, che rischia di costare loro il primo cucchiaio di legno dal 2007.
Prima la sconfitta 18-9 con la Francia all'esordio, per l'incredibile 24-31 rimediato in Galles significa che gli uomini di Andy Robinson devono battere o l'Inghilterra o l'Irlanda per evitare l'ultimo posto in classifica.
Per fare ciò il coach scozzese ha richiamato Nick De Luca per la sua prima presenza da titolare dopo il match del 2008 con il Canada, spostando Max Evans all'ala e mandando Simon Danielli in panchina.
E l'ex allenatore dell'Edimburgo, coach dell'Inghilterra tra il 2004 e il 2006, ha chiesto ai suoi uomini di giocarsela.
"Posso studiare i giocatori inglesi quanto voglio, ma tutto sta nello scendere in campo e giocare bene," ha dichiarato Robinson.
"Hanno un ottimo pacchetto di mischia e buon ritmo. Ma se li aggredisci e impedisci loro di giocare, allora puoi instillare qualche dubbio nelle loro menti.
"C'è pressione, lo sento, ma quella c'è in ogni incontro. Tutto sta a cogliere le opportunità e impedire agli inglesi di segnare.
"Nei due precedenti al Murrayfield l'Inghilterra non ha marcato neanche un meta. Per questo è fondamentale fermare l'Inghilterra e approfittare di ogni occasione buona per noi."
La squadra di Martin Johnson, invece, ha battuto agilmente il Galles 30-17 all'esordio, prima di soffrire ma portare a casa un 17-12 a Roma contro l'Italia.
I sogni di Grande Slam britannici, però, si sono scontrati con la sconfitta casalinga per 20-16 subita due settimane fa con l'Irlanda e arrivano in Scozia, dove non vincono dal 2004.
Nel 2006 sono stati il piede di Chris Paterson, con cinque piazzati, e il drop di Dan Parks a costare la sconfitta inglese per 18-12.
Due anni dopo lo stesso Paterson piazzò quattro punizioni su quattro nell'unico successo scozzese di quel torneo con la vittoria per 15-9.
Jonny Wilkinson venne aspramente criticato quel giorno per aver sbagliato due dei cinque calci effettuati, venendo addirittura sostituito da Danny Cipriani che gli rubò la scena anche nel match successivo contro l'Irlanda.
Ma nonostante le critiche si siano riproposte quest'anno, con l'opinione pubblica che chiede a Johnson di sacrificare Wilkinson per Toby Flood, l'apertura del Tolone sarà in campo regolarmente.
E il trentenne campione è sicuro di aver imparato la lezione del 2006 ed è pronto a ripagare la fiducia dimostrata da Johnson.
"L'incontro di due anni fa fu una dura lezione per tutti. Ci insegnò che una partita non può essere solo decisa a tavolino, sulla carta," ha dichiarato Wilkinson.
"Loro giocarone bene, la loro difesa era forte, nei break down ci furono superiori. Noi giocammo un match che non voleva aprirsi e perdemmo, meritatamente.
"E' stata un'esperienza molto importante per me. Le lezioni più dolorose sono di solito quelle che più ti fanno crescere. E' stato un match molto frustrante. Ho capito finalmente che un conto è preparare una partita, un altro è, poi, giocarla sul campo."
Johnson, rispetto alla sconfitta con l'Irlanda, ha selezionato il flanker Joe Worsley dei London Wasps al posto del giocatore di Bath Lewis Moody.
Anche la seconda linea Louis Deacon entra nel XV titolare al posto dell'infortunato Simon Shaw, mentre il mediano di mischia Ben Youngs esordirà con la maglia della nazionale dalla panchina.
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