In effetti l'Irlanda è la bestia nera dell'Inghilterra con sei vittorie su sette incontri disputati da allora e con il tremendo 43-13 di quattro anni fa a Croke Park.
Per l'Inghilterra il Sei Nazioni di quest'anno è in ogni caso il migliore dal 2003, con quattro vittorie consecutive in tasca.
E il titolo è a un passo, grazie ai 42 punti di vantaggio sul Galles, l'unica avversaria rimasta in corsa.
Ma Johnson dovrà fare a meno del suo capitano Mike Tindall, infortunato, e che verrà sostituito nel ruolo di leader da Nick Easter, capitano dopo la brutta vittoria contro Samoa a novembre.
"Sarà una battaglia durissima e da vincere - dice l'altro leader inglese Jonny Wilkinson, l'unico sopravvissuto al successo del 2003.
"Abbiamo disputato il nostro miglior Sei Nazioni da anni, ma possiamo migliorare ancora molto. Nessuno di noi sottostima gli avversari e sappiamo che sarà dura uscire vincenti dall'Aviva."
Nel frattempo l'Irlanda ancora recrimina per la sconfitta per 19-13 contro il Galles che ha cancellato ogni sogno di trionfo nel torneo.
Ma se la meta di Mike Phillips non c'era, ciò non nasconde che i tuttiverdi hanno mostrato di essere una squadra ben meno cinica e forte rispetto a quella che vinse il grande slam due anni fa.
La squadra di Declan Kidney arriva a questo finale con due brutte sconfitte a Cardiff e contro la Francia, così come due poco convincenti successi con Italia e Scozia.
E la sconfitta di Cardiff ha ucciso anche le speranze della quinta Triple Crown in otto anni, ma l'Irlanda vorrà vincere nuovamente nel nuovo stadio, dove finora sono arrivate ben tre sconfitte in cinque match.
Pochi hanno capito la scelta di Jonathan Sexton dal primo minuto, mentre Andrew Trimble farà la sua prima apparizione nel torneo proprio contro la forte Inghilterra.
"L'Inghilterra è impressionante e meritano il primo posto nel ranking tra le europee. Tutto è iniziato con l'ottimo successo con l'Australia a giugno, confermato in novembre e portato avanti fino a oggi".







