Parliamo del lontano 2005, quando la Francia si impose per 18-17, con il mediano di mischia a guidare una fantastica rimonta dopo che il primo tempo si era chiuso 17-6 per I padroni di casa.
Sarà quel ricordo, sarà scaramanzia o un pizzico di follia, ma Lievremont ha sacrificato un Morgan Parra certo non deludente per dare a Yachvili la maglia numero 9.
L'altra novità di rilievo è la scelta di Sebastian Chabal a numero 8 al posto di Julien Bonnaire. Ma le novità in casa francese non si fermano qui.
Sono diversi i cambi, alcuni forzati come il forfait in extremis di Maxime Medard a estremo.
Una partita che è iniziata con parole di fuoco da parte di Lievremont "Noi non li amiamo ed è meglio dirlo piuttosto che fingere ipocrisia. Con gli inglesi abbiamo dei problemi, li rispettiamo ma non abbiamo nulla in comune con loro".
Parole poi corrette dal coach francese, ma che non hanno trovato una sponda polemica in Martin Johnson, concentrato a mantenere la striscia vincente di un'Inghilterra che è piaciuta in questo avvio di Sei Nazioni.
Rispetto al match con l'Italia torna il pilone Andrew Sheridan, che prende il posto di Alex Corbisiero, mentre l'altra novità attesa, il ritorno di capitan Lewis Moody, è saltata causa l'infortunio al ginocchio che non gli dà pace.
Ma l'uomo del momento è l'ala Chris Ashton, ex stella della rugby league e autore di sei mete nei primi due incontri. Ancora una marcatura e sarà record dell'RBS Sei Nazioni.
Mete e polemiche per i suoi festeggiamenti esagerati. "Il tuffo è qualcosa che è nato così, senza pensarci.
Chiunque segni una meta lo fa con un suo stile e questo è il mio - ha dichiarato Ashton, che poi divide il momento d'oro con i compagni -. Se segno così tanto è solo perché i ragazzi stanno giocando alla grande e creano occasioni che non posso sprecare".







