Fra quel che è stato e quel che sarà, Carlo Festuccia, tallonatore azzurro che ha seguito insieme ad Andrea Lo Cicero l'ex c.t. Pierre Berbizier al Racing Parigi. Festuccia ha ritrovato il sorriso, ma non riesce a raccontare la sua Parigi senza puntualizzare la sua opinione su quanto successo al Mondiale:
'Chissà quando ci ricapiterà più una Scozia così alla nostra portata, in Francia forse non siamo stati capaci di gestire l'enorme pressione psicologica.
Lo spogliatoio? Secondo me qualcuno ha montato casi che non esistevano. Eravamo un buon gruppo e solo perché siamo un buon gruppo abbiamo fatto tanto bene quest'anno.
Parigi? Ho una casa ad Antony, zona a 11 chilometri dal centro, dove c'è la sede del Racing e dove di fatto viviamo, pranzando lì e tornando a casa la sera dopo gli allenamenti. Non ho ancora visto nulla della capitale francese perché il tempo libero lo sto passando a sistemare la casa.
Con Pierre va tutto bene. Siamo un gran gruppo di giocatori che arrivano da 12 Paesi. Berbizier parla francese e poi si spiega in inglese con chi non ha capito. Io e Lo Cicero becchiamo anche un po' di italiano. Pierre ci conosce bene e ci tiene sotto pressione: penso di essere il giocatore che ha nominato di più in questi due mesi allenamento.
Lo Cicero abita vicino a me, ma la prima cosa a cui ha pensato non è stato sistemare la casa, piuttosto ha comprato un bel motorino con cui viaggia per la città scoprendo ristoranti e posticini interessanti. Mallett? Sta cercando di trasmetterci la sua filosofia e il suo modo di impostare le cose. Parla tanto, vuole tanto e credo che faremo bene assieme.'