"E' un bilancio positivo. Continuiamo a costruire il nostro gruppo, a lavorare sul nostro gioco. Siamo una squadra in crescita, una verità che emerge confrontando la partita con l'Australia del 2005 e quella del 2006: siamo passati da 50 punti di scarto ad una concreta possibilità di vittoria.
In novembre, tanto contro i Wallabies che contro lArgentina, abbiamo perso noi la partita più di quanto i nostri avversari labbiano vinta.
Imparare a vincere quando, come contro Australia ed Argentina, ne abbiamo la possibilità. Lavorare sui dettagli, che rappresentano il grande spartiacque tra lalto ed il medio livello. Perché le basi del nostro gioco, di un gioco italiano, ci sono e sono valide: il nostro livello medio si è innalzato e lo si è visto contro squadre che ci seguono nel ranking come Portogallo, Russia, Canada.
Io credo che, in questo momento, sia possibile dividere ulteriormente in tre gruppi le prime dodici squadre del ranking. Nel primo gruppo (ride) cè la Nuova Zelanda. Nel secondo gruppo vedo lIrlanda, la Francia, lAustralia, lArgentina, il Sudafrica, il Galles e lInghilterra. LItalia è nel terzo gruppo, insieme a Scozia, Fiji e Samoa.
Fare pronostici, quando si parla di una competizione come il 6 Nazioni, è sempre estremamente difficile. La prima giornata rappresenta sempre unincognita, nei primi 80 possono rompersi certi equilibri e crearsene di nuovi. Il turno inaugurale, anche questanno, sarà importantissimo.
Ripeto: lobiettivo è continuare a costruire in vista dei Mondiali di Francia 2007. Alla Nazionale chiedo di giocare un rugby efficace, di proseguire nella propria crescita.
Non è la sfida di Pierre Berbizier. E una sfida collettiva di tutta la Nazionale, è soprattutto una grande opportunità per il rugby italiano di dimostrare il proprio valore a tutto il nostro movimento in un Paese geograficamente vicino allItalia. Per me, è un piacere poter partecipare a questa sfida.