Questa notte l'Italia del rugby ha dormito poco anche a Cordoba.
Si sono fatte le ore piccole a festeggiare, a ricevere le lodi di un felicissimo Presidente Giancarlo Dondi, nonchè i complimenti dello stesso Presidente della Federazione Argentina, ma alle nove già tutti in piedi a svolgere i programmi previsti. In testa Pierre Berbizier.
LHotel degli Azzurri è stato tempestato da telefonate dallItalia e dai complimenti.
Certo fa piacere tutto questo entusiasmo - spiega sorridendo il CT - fa piacere a me e fa piacere a tutti quelli che sono qui e quelli che sono rimasti in Italia.
Ma come è potuta accadere una tale impresa.
Semplicemente attraverso il lavoro di queste settimane che ieri ha portato i propri frutti. Lavoro ed il talento dei giocatori.
''Questi sono gli ingredienti di questo successo. Tutto il nostro impegno era rivolto sin dallinizio al conseguimento del risultato che volevamo che era quello di esprimersi al massimo del nostro potenziale.
''Non sapevo in anticipo se questa notte avremmo vinto o perso ma credevo nella possibilità di esprimerci al nostro massimo livello e questo tanto a livello individuale che di squadra. In queste tre settimane siamo cresciuti a poco a poco grazie al lavoro.
''Voglio ringraziare in particolare Carlo Orlandi e Jean-Philippe Cariat che hanno lavorato bene con la squadra. Ed infatti, il risultato non va a credito di qualcuno in particolare ma di tutto il XV sceso in campo ed anche quelli che non hanno giocato.''
Parliamo dei reparti: gli avanti.
Benone. Soprattutto nelle mischie chiuse in touche e nella difesa, ma attenzione anche i trequarti sono stati dello stesso livello. LItalia non era divisa tra trequarti e avanti ma è stata in campo una squadra di quindici persone e la vittoria è il frutto dello spirito di questa squadra.''
Berbizier si aspettava che la squadra rispondesse così presto.
Non lo sapevo ma mi son reso subito conto che era un gruppo con il quale avrei potuto lavorare bene. Ed è stato, infatti, un vero piacere. Se sono ottimista ora? Non sono ottimista né pessimista, dobbiamo confermarci io non cambio facilmente umore.
''La pensavo in una maniera quando ho iniziato. Lo penso oggi e così sarà domani. Limportante è che si mantenga questa voglia di crescere e di rimanere sempre gli stessi lavorando insieme per meritare il rispetto di tutti.
''Infatti dobbiamo ancora imparare molto. Lho detto ai giocatori solo lavorando potrete esprimere il vostro talento e se hai fortuna puoi anche vincere il primo test lo abbiamo perso ieri abbiamo vinto invece. I giocatori hanno capito questa lezione.''
La squadra non ha effettuato alcun cambio.
Io sono un allenatore che non cambia perché lo ha programmato. E la partita che ti deve suggerire cosa fare. Ho visto i giocatori in campo che volevano restare.
''Vivere fino alla fine quella loro grande esperienza. Io ho rispetto per i giocatori. E ieri i giocatori mi hanno dimostrato di essere una squadra non un insieme di individui.''