La Federazione ha annunciato il nuovo manager che porta il nome nientemeno di Pierre Berbizier legenda di Rugby in Francia.
Nonostante il carisma e unindubbia celebrità legati a una grande, grandissima carriera di mediano di mischia della nazionale dOltralpe, Berbizier non siede su una panchina dal 2001.
Al suo attivo, come coach, due sole significative esperienze, peraltro non esaltanti quanto a risultati, con Agen e Narbonne. Poi è stata scrivania: quella prestigiosa e assai ben remunerata di super manager di una mega azienda di proprietà del presidente dellultimo club da lui allenato.
Del neo ct si dice che, quanto a carattere e a - diciamo così - spigolosità, abbia pochi eguali in circolazione, che nelle situazioni difficili non sia un mostro di equilibrio e che, quanto ad assunzione di responsabilità, tenda a giocare di sponda.
Che però si tratti di un duro, di uno che non guarda in faccia nessuno e che sia abituato ad amministrare molto saggiamente le risorse umane che gli ruotano intorno, è altrettanto fuori di dubbio.
Talmente evidente deve essere stato questo aspetto del suo carattere da far deviare le preferenze dello stesso Giancarlo Dondi in suo favore, dopo che il numero uno della Fir era partito deciso allassalto di Alain Gailard, su precisa indicazione di Georges Coste in persona.
Resta qualche dubbio, ma sarà il tempo a fornire le risposte su quanto Berbizier abbia perso dellevoluzione del rugby moderno negli ultimi quattro anni passati a fare il super manager aziendale.
Di quanto, in altre parole, la lontananza dal campo abbia impolverato una professionalità che, come tutti i profili lavorativi di alto livello, si nutre di aggiornamenti continui e formazione costante.
Fra gli appuntamenti che attendono il nuovo ct che dovrebbe lavorare per la prima parte del suo mandato con il medesimo staff che fu di John Kirwan (tranne Tim Lane, a meno di sorprese): il tour di giugno in Argentina, i test non proibitivi del prossimo novembre e poi il Sei nazioni 2006 prima della Coppa del mondo e, forse, di Pechino olimpica 2008.
Se lesonero di Kirwan non è stata una soluzione, ma semplicemente un tentativo di ridurre il danno, lingaggio di Pierre Berbizier deve essere visto e salutato come lesito della ricerca, si presume approfondita e motivata, di un tecnico capace di innalzare la qualità del gioco e la competitività del nostro rugby.
Non di battere la Nuova Zelanda o di vincere il Sei Nazioni entro 48 mesi. Che ci riesca è la speranza di tutti coloro che amano davvero questo sport e interesse prioritario di una federazione che non può permettersi altre cantonate. Staremo a vedere.