Un successo sul Galles scaturito solo nei minuti finali per un'Inghilterra che si impone 31-21 salvando l'onore davanti al formidabile pubblico di Twickenham. Minata nelle proprie certezze dalla sconfitta interna subita dall'Irlanda, la nazionale di sir Clive ha trovato nel Galles un avversario capace di mettere il cuore oltre l'ostacolo con fiera determinazione, sfoderando una prestazione di ottimo livello per oltre un'ora di gioco. Solidi in fase di conquista e in difesa, i dragoni di Steve Hansen hanno a lungo reso sterili le iniziative inglesi, trovando in Gareth Cooper e Stephen Jones i fari capaci di illuminare e ispirare la manovra.
Che per gli inglesi non sarebbe stata una giornata di ordinaria amministrazione si intuisce sin dalle battute iniziali. Al 3' Shanklin, chiamato a sostituire l'infortunato Iestyn Harris, trova un varco e attacca in profondità, ma manca l'appuntamento con Rhys Williams pronto in sostegno. Due minuti dopo McBride lancia in touche nella propria metà campo, Ben Kay anticipa Owen e manda all'esterno sino a Ben Cohen che travolge Gareth Thomas e apre le marcature, con Olly Barkley a trasformare (7-0). Il Galles non accusa il colpo e si riporta immediatamente a ridosso degli avversari con Stephen Jones, che al 10' centra i pali da 52mt e, qualche minuto dopo, sugli sviluppi di un'iniziativa nata da McBride e Owen bravo a costringere al fallo la linea difensiva avversaria, replica da posizione centrale. Gli Inglesi reagiscono prontamente, Dallaglio sorprende la mischia avversaria e serve Dawson all'interno, Barkley esplora la chiusa lanciando in percussione Vickery che mette in affanno la difesa gallese costretta al penalty che Barkley realizza. Tre minuti dopo è ancora l'apertura del Bath a replicare dalla piazzola, ma il Galles non mostra segni di cedimento. Anzi al 23' rosicchia punti preziosi ancora con Stephen Jones (13-9) e respinge con ordine le iniziative degli Inglesi che con Cohen e Greenwood si rendono pericolosi. La pressione difensiva dei gallesi sul fronte di attacco diventa asfissiante, Gareth Thomas, Shane e Rhys Williams presidiano lo spazio in profondità e alla mezz'ora l'Inghilterra è frustrata nello spirito. Allo scadere di tempo, l'arbitro australiano Cole sanziona un empilage della difesa gallese che seppellisce Dawson in penetrazione, e Barkley centra i pali da posizione centrale per il 16-9 all'intervallo.
Neanche il tempo di ripartire e il Galles gela Twickenham con la meta di Gareth Thomas sugli sviluppi di un'azione in tre fasi, con Duncan Jones a rifinire per l'estremo Thomas, Stephen Jones trasforma per il pareggio. 2 minuti dopo l'apertura del Llanelli fallisce però il calcio del sorpasso dopo un fallo a terra di Kay. Ma è solo questione di minuti: al 49' Rhys Williams raccoglie un calcio profondo di Barkley e contrattacca dalla propria metà campo, spedisce in percussione Duncan Jones, triplo cambio di fronte e palla a McBride che compie una magia in sottomano creando il soprannumero sul fronte sinistro, Shane Williams fissa due diretti avversari e serve a Mark Taylor la palla per la meta del vantaggio (16-21). Gli inglesi sono sorpresi, tentano una reazione, ma la scarsa lucidità genera errori marchiani e rende ancora più efficace l'organizzazione avversaria. Il Galles soffre la maggiore organizzazione inglese in mischia chiusa ma non cede un centimetro, anzi rilancia la manovra con Owen e Llewellyn che valorizzano il lavoro sporco di una terza linea votata al sacrificio. Minuto 61, nelle file gallesi esce Gareth Cooper ed entra Wayne Peel per dare forze fresche alla mediana, ma il cambio ridimensiona invece l'effervescenza della manovra in fase di impostazione permettendo agli inglesi di recuperare entusiasmo, possesso di palla e occupazione territoriale: Peel stronca in extremis un incursione di Cohen, quindi è Thomas a sventare su Lewsey ma la meta è nell'area e poco dopo Cohen raccoglie a terra e sfonda di forza oltre la linea. Barkley trasforma e riporta l'Inghilterra in vantaggio (23-21). Esce Taylor per Sweney, e la linea difensiva del Galles perde consistenza fisica. Se ne accorgono gli inglesi che attaccano in percussione sull'asse di avanzamento andando a sollecitare la difesa in scontri fisici di estrema durezza. La lotta su ogni pallone all'interno della metà campo gallese si fa serrata, alla mezz'ora Dallaglio raccoglie da mischia e si incunea in profondità a guadagnare un penalty per Barkley che allunga il conto. Un minuto dopo, contrattacco di 60 metri di Robinson che crea scompiglio tra le file avversarie ormai a corto di ossigeno e di forze. È il segnale della resa: al 77' Worseley va in meta dopo azione in più fasi per il 31 a 21 che chiude l'incontro e scaccia dalla mente dei campioni del mondo l'incubo di una seconda sconfitta consecutiva tra le mura amiche.
L'Inghilterra: Robinson, Lewsey, Greenwood, Tindall, Cohen, Barkley,Dawson, Woodman, Thompson, Vickery, Grewcock, Kay, Jones, Hill,Dallaglio.
Replacements: Catt for Greenwood (73), White for Vickery (69),Worsley for Jones (41).
Not Used: Regan, Borthwick, Gomarsall, Simpson-Daniel.
Galles: G. Thomas, R. Williams, Taylor, Shanklin, S. Williams,S. Jones, Cooper, D. Jones, McBryde, Jenkins, Cockbain, Owen,J. Thomas, Charvis, D. Jones.
Replacements: Sweeney for Taylor (60), Peel for Cooper (60),B. Evans for Jenkins (63), Llewellyn for Cockbain (26),M. Williams for J. Thomas (55).
Not Used: Davies, Robinson.
Att: 72,200
Ref: Andrew Cole (Australia)