Lo Stade de France scoppia di allegria insieme a Bernard Laporte, che festeggia con una bella vittoria sull'Irlanda (35-17) la sua cinquantesima partita ufficiale da allenatore dei «Coqs». Si ripete il copione già visto in novembre a Melbourne durante i campionati mondiali, allora finì 43-21 con i francesi padroni delle operazioni, oggi dopo un avvio in cui gli ospiti hanno provato ad imporre la propria legge, la Francia è salita in cattedra con giocate veloci, fantasia ed un'innata capacità dei suoi tre-quarti di creare sempre problemi alle difese avversarie.
Bella partita, anche se in avvio le due squadre si studiano ed evitano rischi, il fascino del «Sei Nazioni» si fa sentire e ci vuole un po di tempo per smaltire lemozione. I primi minuti sono dellIrlanda, Ronan OGara usa molto il piede per esplorare il campo e portare i suoi a piantare le tende nella metà campo francese. In touch i verdi dominano, OConnell, OKelly ed Easterby assicurano buoni possessi al salto, anche se il tanto lavoro del pack viene spesso vanificato dalla scarsa fantasia della linea arretrata. Manca il capitano ODriscoll e si vede.
Il primo vantaggio è irlandese ed arriva dopo 4: elissalde, mediano di mischia francese, si fa sorprendere in fuorigioco in una mischia chiusa. Larbitro inglese Chris White lo punisce ed OGara centra i pali da 45 metri. La Francia non ci sta, Federic Michalak decide a più riprese di far prendere aria al pallone, ben sostenuto dal gladiatore Magne e dal giovane Harinordoquy, un gigante dalle grandi prospettive. In mischia la Francia prende il dominio delle operazioni ed è proprio da una mischia con introduzione irlandese che si crea lopportunità di pareggiare il conto: Servat brucia Byrne al tallonaggio, difesa irlandese sorpresa ed OGara deve andare in fuorigioco per evitare guai peggiori. Michalak centra i pali da posizione agevole, dopo 20 si torna in parità.
Adesso la Francia inizia a giocare da Francia, la palla viaggia veloce, elissalde e Michalak si capiscono al volo, Pelous e Pape sono eccezionali nel loro lavoro di arieti: al 28 arriva la prima meta dellincontro, al termine di unazione spettacolare. Michalak chiama Traille al break, il tre-quarti centro esegue il suo compito, punto di incontro ed ovale in viaggio verso lala: tuffo di Clerc sulla bandierina, per un eccesso di prudenza Chris White chiede lintervento del video-referee. Il tempo si chiude con un altro calcio piazzato di Michalak, che mette a segno il primo break della partita (11-3).
LIrlanda torna in campo rigenerata e dopo appena 4 ci crede: Horgan forza i tempi, palla ad OGara, splendido calcetto su stesso e palla in un fazzoletto a Foley. Meta e trasformazione (11-10), la Francia trema.
La paura fa cambiare registro ai padroni di casa, che in 5 mettono al tappeto gli irlandesi: splendida meta di Pape al termine di unazione in cui la palla passa per le mani di Brusque, Dominici e Betsen prima di finire al gigante, poi meta di Jeanjean che riceve un invito speciale da Traille, bravissimo ad attirarsi addosso due difensori. Michalak trasforma sempre, lIrlanda è alle corde (25-10).
LIrlanda reagisce, ci prova, ma il suo gioco è sterile. Michalak mette dentro un altro penalty, prima della meta di orgoglio di Howe, lanciato ancora una volta da OGara. Si chiude con elissalde, alla sua prima partita da titolare, che mette il sigillo ad un pomeriggio da incorniciare.
La Francia dimostra di essere la prima antagonista dellInghilterra. Spettacolo ed applausi, vincono i galletti. Vince il rugby.