
L'Italia è la solita, molto buona in mischia chiusa, buona in difesa, ma sterile in attacco, nonostante l'esordio di Gori dia velocità ai trequarti.
Inizia fortissimo l'Australia che nei primi secondi fa girare l'ovale al largo guadagnando subito decine di metri e ottenendo dopo un minuto la prima punizione piazzabile del match.
Un minuto e l'Australia è avanti. Veemente la reazione italiana che sfrutta un in avanti avversario per attaccare sui 22. Veloci gli ovali fatti uscire da Gori, ma poi un calcetto regala la touche in difesa all'Australia che, comunque, fatica a uscire da una situazione pericolosa.
Nonostante l'Italia ci provi alla prima occasione che gli australiani hanno la palla in mano macinano metri e alla fine è Drew Mitchell che al nono marca la prima meta della partita, trasformata da Barnes.
L'Italia accorcia poco dopo grazie a un piazzato di Mirco Bergamasco che regala i primi punti agli azzurri. Ma l'Australia in questa prima parte non alza il piede dall'acceleratore e subito ristabilisce le distanze con un facile calcio dentro i 22 metri.
Ci si mette anche un errore in touche ad aumentare l'assedio degli ospiti che prima dello scadere del primo quarto di gara non abbandonano i 22 metri azzurri, spingendo a pochi passi dalla linea di meta, ma l'Italia in un modo o nell'altro si salva.
L'Italia nella seconda parte del primo tempo resiste, prova a costruire qualche cosa alla mano, ma alcuni errori di handling non permettono agli azzurri di uscire dalla loro metà campo nonostante la netta supremazia in mischia ordinata, figlia anche di un pack non imbattibile come quello wallabie.
Anche gli australiani commettono diversi errori (alcuni non visti da un brutto Berdos) ed permettono all'Italia di arrivare alla mezz'ora di gioco ancora in svantaggio di soli 10 punti, pur avendo gli ospiti il pallino del gioco. Al 35' un piazzato per l'Italia di Orquera da oltre metà campo crea lo scompiglio tra gli arbitri che non sanno se dare o meno i tre punti all'Italia.
Gioco fermo un paio di minuti, con il microfono dell'arbitro che va ko, ma alla fine, dopo lunga sofferenza, i tre punti per gli azzurri ci sono. Anche se il primo tempo vede l'Australia fare la partita, gli ospiti restano fermi a quota 13 punti per quasi mezz'ora del secondo tempo e allo scadere arrivano ancora tre punti per l'Italia che chiude così incredibilmente sotto di soli 4 punti.
Un primo tempo caratterizzato dai tanti errori da una parte e dall'altra, da un'Australia più devastante in gioco aperto, mentre gli azzurri hanno dominato in mischia chiusa. Punteggio forse bugiardo, ma che premia la difesa azzurra.
La ripresa inizia con un'Italia che ci prova, ma gli errori di Parisse e di handling non permettono di portare punti in cascina. Dura 36' il digiuno australiano. Al 51' un fallo di Del Fava permette a Bernes di piazzare tre punti che smuovono il tabellino.
Ci prende gusto l'Australia e tre minuti dopo è da metà campo che arrivano altri tre punti che mandano gli ospiti oltre il break. Prima della fine del terzo quarto l'arbitro Berdos ignora un evidente fallo in ruck dell'Australia (ben evidenziato da un'entrata decisa di Mirco) e, invece, fischia fallo per gli ospiti che così allungano ancora.
L'Italia inizia l'ultima parte del match con una bella azione dei trequarti, ma un passaggio troppo basso di McLean a Benvenuti fa fallire una bella azione nata da un'invenzione di un buonissimo Mirco Bergamasco. L'Italia però è sterile in attacco, corre poco e alla fine al 69' è ancora l'Australia a mettere tre punti sul tabellone.
Al 72' il Franchi si esalta quando Robert Barbieri raccoglie l'ovale caduto a Parisse e si tuffa in meta. Proteste veementi degli australiani, TMO e meta per l'Italia che così si avvicina agli australiani a otto minuti dal termine.
Il match poteva finire con un punteggio forse fasullo per quel che si era visto per 80', ma allo scadere una dormita in mischia regala a Elsom l'ovale della seconda meta australiana.