
Ma il 55-11 finale non deve far pensare che l'Italia non abbia giocato, anzi. Una delle migliori viste nell'era Mallett, l'Italia attacca, ci prova, difende con rabbia e, alla fine, paga soprattutto i troppi falli, una mischia/maul che subisce la netta superiorità avversaria e il calo fisico nella ripresa. Vince, alla grande, il Sud Africa, ma l'Italia esce a testa alta.
Punteggio che pesa più del dovuto su un'Italia che mostra molti dei soliti limiti che già conosciamo, da un attacco sterile alla difficoltà di inventare qualcosa, ma che è sicuramente una squadra più bella di quella che si è vista negli ultimi due anni.
Mallett decide di non difendere e basta, ma lascia spazio ai suoi giocatori che provano a costruire qualcosa non limitandosi al gioco alla mano. In difesa l'Italia regge bene nel primo tempo, mentre la superiorità sudafricana nelle maul è veramente impressionante.
A differenza di una settimana fa, però, il Sud Africa non arriva a East London in vacanza e il XV di Peter de Villiers ha intenzione di dimostrare di essere campione del mondo. Le accelerate degli Springboks fanno paura e due volte Morne Steyn e una Spies bucano la difesa azzurra nei primi 40'.
L'Italia risponde con due piazzati di Mirco Bergamasco, ma l'Italia poteva ottenere di più se non si fossero palesati i soliti problemi in touche e in attacco.
Il netto svantaggio è causa anche dei troppi falli commessi dagli azzurri, graziati da Brown che avrebbe potuto mostrare un cartellino giallo già nel primo tempo, mentre invece ci fa finire in XV tutta la partita.
Nella ripresa, pur con il vento a favore, l'Italia paga lo sforzo fisico del primo tempo e piano piano cede centimetri e fiducia. Nei primi 20' della ripresa arrivano altre tre mete, che chiudono del tutto l'incontro, mentre nel finale arriva prima la bella meta di Sepe, su calcio di Gower, e l'ultima meta sudafricana firmata da BJ Botha.
L'Italia torna dal Sud Africa con due sconfitte molto diverse tra loro. La prima, contenuta nel punteggio, ha visto in campo un Sud Africa poco concentrato e un'Italia poco propositiva; la seconda, durissima lezione nel punteggio, vede invece in campo un Sud Africa cattivo e arrabbiato e un'Italia che fa il possibile. Che, oggi, è questo.