
L’Italia parte forte, nei primi dieci minuti costruisce due lunghe azioni offensive ma non riesce a finalizzare come meriterebbe e, al dodicesimo, deve accontentarsi di un calcio piazzato di Mirco Bergamasco che apre le marcature del match portando gli Azzurri in vantaggio 0-3.
La reazione sudafricana non si fa attendere e due minuti dopo l’apertura del XV verdeoro Morne Steyn pareggia dalla piazzola.
Al diciassettesimo l’Italia perde una rimessa laterale a proprio favore, il Sudafrica gioca velocemente il pallone al largo e l’estremo Kirchner calcia basso per l’ala Habana che brucia in velocità la difesa ospite. Steyn trasforma per il 10-3.
Prima che il gioco riprenda l’Italia perde Martin Castrogiovanni: il pilone destro della Nazionale accusa un problema muscolare alla schiena e lascia il campo sostituito da Lorenzo Cittadini, che conquista il suo secondo cap due anni dopo l’esordio contro l’Irlanda.
Il Sudafrica attacca, ma la difesa approntata da Nick Mallett riesce a respingere una serie di pericolose iniziative della squadra di casa. Al trentunesimo è ancora una rimessa laterale a fare la differenza: questa volta il lancio è sudafricano, poco fuori dai ventidue metri.
Gli Springboks mettono la palla in cassaforte e la maul verdeoro conquista metri. A pochi passi dalla linea di meta il flanker Louw si sgancia palla in mano e si tuffa al di là della linea per il 15-3.
L’Italia torna a giocare nella metà campo avversaria, mantiene un buon possesso ma al trentottesimo minuto, su un veloce capovolgimento di fronte, arriva la terza meta della squadra di casa con l’apertura Morne Steyn che evita due placcaggi dentro ai ventidue metri italiani e, sulla trasformazione che segue, centra i pali per il 22-3 con cui le squadre rientrano negli spogliatoi.
In avvio di ripresa l’Italia vive forse il suo momento più difficile, stanchezza ed altitudine si fanno sentire e all’ottavo arriva la meta dell’estremo Kirchner per il 29-3.
Si entra nell’ultima mezzora di gara e gli azzurri prendono in mano il match: grande attenzione in difesa, massima fisicità su ogni punto d’incontro e la freschezza dei sostituti mandati in campo da Mallett costringono il Sudafrica al fallo grave al tredicesimo, quando il centro Butch James placca alto McLean su un up-and-under e viene sanzionato con il cartellino giallo.
Poco prima che scadano i dieci minuti di inferiorità numerica, il mediano di mischia azzurro Tito Tebaldi vede un buco intorno al raggruppamento, si infila e dopo aver guadagnato terreno serve sulla sua sinistra capitan Parisse che vola sino in meta.
Bergamasco trasforma il 29-10 e, cinque minuti dopo, centra ancora i pali su calcio piazzato per il 29-13. L’Italia chiude ancora in attacco, costruisce una lunga manovra offensiva a pochi metri dalla linea di meta sudafricana ma allo scadere, ad un passo dalla marcatura, perde possesso nel tentativo di giocare la palla al largo dopo aver testato gli avanti avversari.