
Oggi l’Italia riprenderà gli allenamenti sul campo per trovare il prima possibile l’adattamento all’altura: Witbank, città mineraria a un centinaio di chilometri da Johannesburg, sorge infatti a circa 1.700 metri di altezza.
Ma l’altitudine non sembra preoccupare eccessivamente Carlo Orlandi, responsabile tecnico di un pack azzurro chiamato a una grande prestazione contro la mischia sudafricana che, sabato scorso, ha messo in grave difficoltà quella della Francia:
“Cinque-sei giorni prima della partita sono sufficienti per adeguarsi all’altitudine, ma sarà comunque interessante vedere quale sarà l’adattamento fisiologico della squadra a queste condizioni cui di certo non siamo abituati.
“Rispetto alla Nazionale di calcio abbiamo un solo incontro a questa quota, quindi non abbiamo avuto bisogno, contrariamente a loro, di un periodo di adattamento più lungo”.
Durante il lungo viaggio dall’Italia al Sudafrica, ai tecnici della Nazionale non è mancato il tempo per analizzare la partita di Cape Town tra gli Springboks e la Francia giocata sabato a Cape Town e dominata 42-17 dai Campioni del Mondo:
“Sapevamo quanto forte fosse il Sudafrica anche prima di vederlo contro la Francia: le franchigie sudafricane hanno dominato il Super 14. Ma credo anche che i francesi, che in marzo ci hanno battuto 46-20 nel Sei Nazioni, non si siano espressi al meglio del loro potenziale.
Noi – anticipa il tecnico piacentino dal 2003 allenatore degli avanti dell’Italia – cercheremo di giocare per conservare il più possibile il possesso del pallone: sappiamo quanto il Sudafrica possa essere pericoloso palla in mano, soprattutto con un campo duro e veloce come quello di Witbank”.
Orlandi ritrova al timone del “suo” pacchetto capitan Parisse dopo la lunga assenza per infortunio: “Si è già detto molto di questo ritorno: Sergio sta bene fisicamente, ma non possiamo aspettarci che abbia nelle gambe una partita intera. E’ un atleta di grande generosità, darà tutto come sempre e non possiamo che augurarci che riesca a rimanere in campo il più a lungo possibile”.