
A fare la partita è per tutti gli 80' Viadana, più convincente nel gioco al piede e al largo, mentre Treviso domina nettamente le mischie chiuse, dove le scelte di Falzone limitano la superiorità dei veneti nelle rolling maul.
Treviso gioca a difendere, lascia che i mantovani si sfoghino, cerchino varchi che non ci sono e colpisce di rimessa, puntando sulla precisione di Botes al piede.
Tradita in parte da un abulico Brendan Williams, Treviso non cerca quasi mai di impostare azioni ragionate sui trequarti, ma le uniche due grandi occasioni arrivano proprio dal reparto arretrato dei campioni d'Italia.
Al 28' del primo tempo l'ala Andrew Vilk approfitta di un primo placcaggio non perfetto e di un secondo intervento difensivo non all'altezza per farsi largo tra le maglie del Viadana e realizzare l'unica, e decisiva, meta della giornata.
Proprio allo scadere, dopo l'ennesimo attacco del Viadana, culminato con un fallo degli stessi mantovani, Treviso prova una ripartenza veloce. Botes calcia per se stesso, trova ampi spazi, riesce a correre per 50 metri prima dell'intervento provvidenziale di Woodrow che impedisce una meta già fatta.
L'apertura di Viadana, però, commette fallo antisportivo, prende un cartellino giallo e permette ai trevigiani di allungare dalla piazzola.
Nella ripresa Treviso cala ulteriormente il ritmo, Viadana spinge, ma non riesce mai a concretizzare le occasioni. Nonostante ciò, grazie a un Law come sempre impeccabile dalla piazzola (sbagliata la scelta di Bernini di puntare su Woodrow per 60'), i mantovani arrivano a -1 quando mancano poco meno di 8 minuti al termine.
Il finale è incandescente, capitan Pavanello viene ammonito, la difesa del Treviso vacilla, ma un nuovo piazzato di Botes dà quella sicurezza ai veneti che permette loro di arrivare al fischio finale.
Si chiude così per 16-12 per Treviso che può festeggiare il suo ultimo scudetto prima dell'inizio dell'avventura celtica, cui parteciperà insieme agli Aironi di Viadana.