La Federazione Italiana, nell'ultimo consiglio federale, ha stabilito i nuovi limiti per i giocatori non di formazione italiana che possono venir messi a referto nel campionato italiano
Con la riforma dei campionati la Fir ha deciso di modificare anche l’obbligatorietà a schierare un numero definito di giocatori di formazione italiana in campo.
Secondo la circolare Fir sono definiti giocatori di formazione italiana i giocatori di cittadinanza italiana o straniera che non siano provenienti da federazione straniera e che siano stati tesserati e che abbiano svolto l’attività sportiva in Italia, per almeno due stagioni sportive, nei settori propaganda e/o juniores di società italiane.
Nel prossimo campionato d’Eccellenza, che dovrebbe essere ancora a dieci squadre, le formazioni dovranno schierare un minimo di diciassette atleti di formazione italiana sui 22 a referto. Nel caso vengano messi a referto 23 giocatori, invece, gli atleti di formazione italiana salgono a diciotto.
Nel campionato Serie A, invece, vi sarà un minimo di diciannove (venti) atleti di formazione italiana obbligatori nei 22 (23) convocati.
Per le due serie minori, cioè la Serie B e la Serie C, i limiti sono ancora più ristretti. Difatti in queste categorie, dove a referto vengono messi sempre 22 giocatori, solo uno potrà non essere di formazione italiana.
Una stretta decisa, quindi, volta a incentivare il numero di giocatori provenienti dai vivai italiani. Una scelta che, però, sta già creando malumori, soprattutto per le serie minori, dove sono molti i giocatori non di formazione italiana, ma puri dilettanti, presenti nelle rose delle squadre.