Ricordiamo che nel marzo scorso fu il drop di Ronan O’Gara a regalare all’Irlanda il loro primo Grande Slam nel Sei Nazioni con la vittoria per 17-15 al Millennium Stadium, ma che la vittoria fu sofferta e il Galles arrivò a un passo dal successo con la punizione da 50 metri di Stephen Jones allo scadere.
Tornando in dietro nel tempo, poi, gli irlandesi capitolarono 16-12 al Croke Park due anni fa, quando il Galles si aggiudicò la Triple Crown grazie alla meta di Shane Williams e al piede di Jones.
Quest’anno il Galles è sempre partito male, concedendo molti punti nella prima fase del match, per poi recuperare con grinta e determinazione arrivando sempre a un passo dal successo.
Dopo aver perso a Twickenham con l’Inghilterra la squadra di Warren Gatland ha realizzato due mete e una punizione negli ultimi tre minuti della vittoria di Cardiff sulla Scozia per 31-24.
Due settimane dopo i gallesi si sono ritrovati sotto 20-0 con la Francia a metà tempo, prima di compiere un’incredibile recupero nella ripresa, quando le mete di Leigh Halfpenny e Williams li ha portati a venir sconfitti solo 20-26.
E nonostante arrivino dal successo di Twickenham contro l’Inghilterra per 20-16, che ha cancellato la prima sconfitta nel torneo in due anni contro la Francia in precedenza, il coach irlandese Kidney insiste sulla qualità del Galles, al di là dei risultati ottenuti.
“Il Galles assomiglierà molto alla Francia e ogni nostro errore difensivo rischia di costarci caro” ha dichiarato.
“Loro marcano tanti punti. Avranno anche perso due incontri, ma hanno una media punti superiore alla nostra. Dovremo stare uniti e batterli in attacco. Ciò che ammiro di più nel Galles è che loro giocano fino all’80’ minuto.
“L’hanno fatto un anno fa a Cardiff – dove la punizione (di Stephen Jones) se fosse entrata ci avrebbe fatto finire il torneo a pari punti, con noi campioni solo per la differenza punti. Due anni fa, invece, ci hanno battuto a Croke Park, dimostrando di non temere questo stadio.”
Kidney non è stato obbligato a fare cambi nella formazione che ha vinto a Twickenham, lasciando così l’estremo Rob Kearney, ripresosi dall’infortunio, in panchina.
Geordan Murphy è, quindi, titolare con il numero 15, mentre Jonny Sexton viene ancora preferito all’apertura a O’Gara, che deve accomodarsi in panchina.
Dall’altra parte, invece, Martyn Williams sarà il capitano nel giorno in cui supera Colin Charvis come avanti con più presenze nel Galles, grazie al 95° cap contro l’Irlanda.
Il trentaquattrenne dovrà garantire stabilità a una formazione gallese colpita da diversi infortuni.
Ryan Jones è fuori per uno stiramento al polpaccio, con Gareth Delve che torna in squadra a numero 8 dopo un’assenza di due anni.
In seconda linea Luke Charteris prende il posto di Deniol Jones, mentre Mike Phillips è ancora in fase di recupero e si accomoderà in panchina.
Buone notizie, invece, dal tallonatore Matthew Rees, disponibile per la partita.
E nel giorno in cui Brian O’Driscoll festeggerà i 100 caps al Croke Park, Williams ammette che solo lui saprà godersi questa festa.
“Quello che conta è che dovremo essere più pazienti e calmi per evitare gli errori del passato,” ha detto Williams.
“Dispiace sapere che faremo il possibile per rovinare la festa a Brian, ma questo è il nostro lavoro.
“Sono convinto che non stiamo giovando male, ma non ci siamo aiutati, regalando troppo all’inizio delle partite finora disputate. Abbiamo una strategia precisa per sabato e, se riusciremo a metterla in pratica, credo che potremo dare grossi problemi all’Irlanda.
“Warren mi ha chiesto lunedì se me la sentivo di essere il capitano, e ho risposto che non c’erano problemi.
“Anche perché basta guardare al Galles e ti accorgi che affianco a me c’è gente come Stephen (Jones) e JT (Jonathan Thomas) pronta a guidare la squadra. Ci sono tanti leader in questa squadra, io sono solo uno di loro.”
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