La formazione annunciata ieri da Nick Mallett per il secondo match dell'RBS 6 Nations tra l'Italia e l'Inghilterra è caratterizzata dalla presenza in campo, nella linea arretrata azzurra, di ben quattro giocatori nati rugbisticamente come centri. Un'anomalia che non spaventa gli italiani, pronti a sfruttare la maggior fisicità dei propri trequarti.
Gonzalo Canale, Gonzalo Garcia a centri, Mirco Bergamasco e Andrea Masi all'ala. Con Luke McLean alle loro spalle come estremo. Tranne l'italoaustraliano, gli altri trequarti sono tutti centri, con il più piccolo dei fratelli Bergamasco e il centro del Racing Metrò adattati all'ala. Una situazione anomala, ma che i diretti interessati approvano.
Mirco Bergamasco, al suo sessantottesimo caps con la maglia dell’Italia, traccia la linea da seguire per mettere in difficoltà i più quotati inglesi. “Dovremo essere disciplinati, attenti sia in difesa che in attacco, tenere alto il livello del nostro gioco e sfidarli dal primo all’ultimo minuto”.
Dopo la brutta sconfitta di Dublino, questa settimana è stata improntata sulle soluzioni per il match di domenica. “Il lavoro di questi giorni è stato volto a trovare le soluzioni adatte a metterli in difficoltà in difesa. Dopo di che, dovremo creare i varchi giusti e mettere punti ogni volta che ne avremo la possibilità”.
Quattro centri in campo assieme, una situazione cui ormai Bergamasco è abituato “Non credo ci sia nulla di strano nel fatto che io, Masi, Canale e Garcia saremo tutti in campo dal primo minuto. Siamo tutti atleti che possono ricoprire più ruoli” conclude l'ala azzurra.
Dimenticare Dublino e cercare l'impresa al Flaminio. Un concetto che esprime bene anche Gonzalo Garcia. “Noi trequarti dobbiamo fare di più anche se in Irlanda abbiamo toccato pochi palloni in attacco, in ogni partita c’è sempre qualcosa da migliorare, qualcosa che può essere fatto meglio”.
Che Inghilterra ci si può aspettare a Roma, quindi? “L’Inghilterra è una squadra completa, ha grandi qualità sia offensive sia difensive, ed è difficile identificare con chiarezza i loro punti deboli”.