Matteo Pratichetti
Una cultura a valori sani: Matteo Pratichetti sul Rugby
1 February 2010, 3:47 pm
By Rose Wilkinson, Sportsbeat
C'e' della gente che crede il rugby o ce l'hai nel sangue o no - e il wing di Viadana Matteo Pratichetti evidenzia questo punto.
Pratichetti, che fa parte della squadra nazionale italiana per gli RBS 6 Nazioni, e’ un giocatore di lignaggio: il suo zio, Carlo, ha giocato per gli Azzurri, e il suo padre, Oreste, fu’ giocatore ed allenatore professionista.
Pratichetti, di cui il fratello Andrea e’ un’altro winger (per Rovigo), ha voluto seguire l’esempio di suo padre per tutta la sua vita – e vedere la presenza nazionale di suo zio le ha convinto che voleva essere una stella internazionale.
“Ero entro i 10 e 12 anni quando l’ho visto giocare per l’Italia,” dissi. “I miei andavano a vederlo e ovviamente andavo anch’io insieme a loro. Gia’ mi emozionavo molto vedendo com’era li’.
Fare il giocatore di rugby e’ stata una mia scelta perche’ ho visto che quell’ambiente mi piaceva e che volevo farne parte anch’io.
“Il successo del mio zio e’ stato un simbolo per me di quello che potevo diventare. Ha fatto ambizione per me.
“Un giocatore di rugby deve avere voglia di sacrificarsi. E’ importante il contatto fisico e bisogna essere allenati – ed e’ uno sport che va imparato da piccoli, quindi bisogna concentrarsi.”
Pratichetti e’ entrato nel mondo professionista di rugby via il settore giovanile dell’UR Capitolina a Roma, dopo il quale si e’ trasferito al Calvisano dei Super 10 a 19 anni, vincendo il campionato nazionale con loro alla fine della sua stagione di debutto.
Ha fatto la sua prima presenza per l’Italia nel 2004 contro gli All Black, un’esperienza emozionante che non dimentichera’ di fretta.
Dissi: “Abbiamo giocato contro una delle squadre piu’ bravi del mondo, ed in oltre c’erano piu’ spettatori che a qualsiasi partita che avevo mai fatta, quindi era molto emozionante.
“In anzi tutto ero quello piu’ giovane della squadra – ero il piccolino – e sono stati molto bravi a farmi comprendere quello che facevano gli altri. E’ stata una bella esperienza, e i miei compagni mi hanno aiutato molto.”
Il wing ambizioso poi e’ andato a giocare sulla squadra nazionale del 2007 dell’allenatore Pierre Berbizier per gli RBS 6 Nazioni, che le ha scelto pure per la Coppa Mondiale 2007.
La fiducia di Berbizier fu’ riflessa dall’allenatore d’Italia Nick Mallett, che le ha scelto per il tour di Sud-Africa e Argentina nel 2008: un’anno in cui ha visto la sua seconda vittoria nel campionato nazionale con Calvisano.
Nonostante aver sacrificiato una carriera come modello per giocare a tempo pieno, Pratichetti e’ ancora determinato di mettersi in rilievo nella campagna corrente delle 6 Nazioni, e non si rimpiange aver sacrificiato la passerella per il cameratismo dello spogliatoio.
“Voglio farmi notare quest’anno,” dissi. “Sarebbe bello farmi evidenziare.
“Non e per il fisico o altro che faccio il rugby. Questo sport ha valori sani. Piace a me e alla mia famiglia per i suoi valori – abbiamo una cultura di rugby.
“Per giocare al mio livello, si che bisogna essere ambiziosi. Ma non e’ questa la cosa piu’ importante.
“E non e’ una questione di vanita’ o di soldi. Queste cose sono le ultime cose a cui pensa un giocatore di rugby.
“Rugby e’ uno sport di squadra dove si presenta l’opportunita’ di condividere le emozioni, e che si fa per la soddisfazione dei suoi valori, se giochi al livello nazionale o a qualsiasi altro livello.
“Il coraggio, la lealta’ e l’amicizia - sono queste le regole principali dello sport, e sono queste cose che mi attrattano al sport, e che mi hanno motivato nella mia carriera.”