Giancarlo Dondi non vuole cercare soluzioni alternative alla Capitale.
"Via da Roma solo se non ci faranno rimanere", dice il presidente federale.
"Che nel 2010 l'Italia giochera' le sue partite in casa nel Sei Nazioni a Roma, ma il Comitato delle Sei Nazioni ci impone dei cambiamenti per il 2011. In particolare, ci chiede un ampliamento della struttura che attualmente ospita meno di 30.000 persone.
"Stiamo portando avanti un discorso con l'amministrazione comunale", prosegue Dondi.
"Che prevede di lasciare inalterata la struttura attuale del Flaminio, che e' storica, ma di ingabbiarla in una struttura metallica e di vetro, in modo che il nostro stadio diventi rispondente alle esigenze del torneo.
"E' che ci sono tante citta' che ci vogliono ospitare, almeno otto. Ovviamente devono avere uno stadio di adeguata capacita' e disponibile per l'evento. Per noi non e' assolutamente un problema trovare un'alternativa, e' che preferiremmo non trovarla”.