Siamo alla stretta finale. Nei prossimi giorni le società rimaste in corsa per la Celtic League dovranno far pervenire in Federazione le ultime documentazioni richieste e poi, sabato 18, il Consiglio Federale finalmente metterà fine a questa telenovela.
Tra poco più di due settimane, infatti, si deciderà chi avrà il passaporto celtico e chi no. In corsa sono rimasti: Benetton Treviso, gli Aironi di Viadana, i Praetorians dei club romani e l'Spq Roma. Favoriti d'obbligo, Treviso e Pretoriani.
"Se non ci vorranno in Celtic League qualcuno ne risponderà. Parlano i risultati degli ultimi 20 anni" sono state le parole di Andrea Benetton, che chiarisce perfettamente come in Veneto la candidatura del Treviso sia data per vincente.
Inoltre, sembra che negli ultimi giorni si siano intensificati i contatti tra Benetton e le altre squadre venete, nell'ottica di allargare il discorso Treviso e far partecipare alla selezione anche le altre realtà storiche della regione.
Per il resto, scomparsi i Duchi di Calvisano e Parma, la lotta è tra gli Aironi di Viadana, che pagano però la forte candidatura di Treviso al nord, i Praetorians, che possono giocarsi l'importante carta L'Aquila, e l'Spq Roma, outsider che potrebbe tentare il colpaccio, anche se è improbabile. Insomma, ancora tutto aperto, ma tra pochi giorni il mistero verrà risolto. Con un finale scontato o, magari, un colpo di scena che nessuno si aspetta.
In attesa della definizione di tali parametri le tre società romane confermano quanto già espresso in precedenza e rilanciano con forza la candidatura della città di Roma come sede di una delle realtà che prenderanno parte alla Magners Celtic League, mettendo fin da ora a disposizione del progetto comune ogni possibile energia imprenditoriale, impiantistica, tecnica e organizzativa in proprio possesso.
Da tempo convinte della necessità di tale evoluzione, Mantovani Lazio, Futura Park Rugby Roma e AlmavivA Capitolina sottolineano che il cambiamento, che dovrà dare vita ad un irrinunciabile livello intermedio tra la Nazionale e la base così da avvicinarsi al vero professionismo dei nostri partner internazionali, non potrà non riguardare anche la riforma e la valorizzazione del massimo campionato e di quelli sottostanti.
Ciò offrirebbe maggiore visibilità alla nostra disciplina e fungerebbe da volano in grado di garantire continuità all’allargamento della base dei praticanti italiani verificatosi negli ultimi anni e alla diffusione del rugby azzurro, capace così di porsi culturalmente all’avanguardia dell’intero panorama sportivo nazionale.
Convinte della centralità del progetto e consapevoli della necessità del proprio impegno, le tre società romane restano aperte al più ampio confronto nel merito con tutti i soggetti che vi hanno parte.