Purtroppol'Italia non ospitara' i Mondiali di rugby.
La Rugby World Cup Limited, società responsabile dell'organizzazione, ha infatti raccomandato al Consiglio dell’International Rugby Board , che il 28 luglio sarà chiamato a decidere ufficialmente i due Paesi organizzatori , le candidature dell’Inghilterra per il 2015 e del Giappone per il 2019.
La decisione segue di 24 ore quella del Calvisano, società campione d'Italia 2005 e 2008, di non iscriversi al prossimo Super10 per colpa della crisi economica. Un doppio no che a ben vedere affonda le radici nel momento di transizione dell'ovale azzurro.
“Eravamo e rimaniamo convinti della grande qualità della nostra candidatura. Per questo sono dispiaciuto: speravo in un’apertura del rugby a nuove nazioni che invece non c’è stata. L’Inghilterra su otto edizioni ne ospiterà tre.
“L'apertura, in realtà, c'è stata perché il Giappone rappresenta una novità assoluta per la coppa del Mondo, organizzata sempre da Nazioni di grande tradizione come Australia, Nuova Zelanda, Francia o i Paesi britannici” ha detto Il presidente federale Giancarlo Dondi
L'Italia, invece, è ancora alle prese con la svolta al professionismo e al business, due parole che fanno rima con Celtic League, la competizione europea alla quale prenderanno parte due selezioni dalla stagione 2010/2011.
Calvisano che rinuncia al prossimo Super10 per ripartire dalla serie A è un primo sintomo, inaspettato ma inevitabile, di quello che presto potrebbero fare altri club: smettere di investire su un campionato che non porta introiti e sulla partecipazione a coppe europee che tra due anni saranno riservate, anch'esse, a franchigie. Una, quella dei “Duchi” che avrebbe dovuto condurre in Europa i bresciani, è già naufragata.