Sette anni dopo, Bortolami potrebbe tornare in campo per il suo quarto scontro diretto contro gli All Blacks se, domani, il tecnico azzurro Nick Mallett deciderà di confermarlo.
“Ogni test-match contro la Nuova Zelanda rappresenta una sfida particolare,” spiega il seconda linea. “E il solo sapere che si avranno davanti gli All Blacks rappresenta per noi una motivazione in più.
“Fare bene con la Nuova Zeland,” prosegue Bortolami. “C fondamentale per confermare la crescita vista nelle prime due partite del tour contro l’Australia, due gare che hanno confermato come l’Italia, anche a fine stagione, sia in grado di competere con le grandi squadre dell’Emisfero Sud. Si tratta di un’ottima notizia, che però dovremo confermare sino in fondo con il test di sabato.”
Battuti due settimane fa dalla Francia (poi sconfitta 14-10 nel secondo test della serie), gli All Blacks vogliono chiudere nel migliore dei modi, nonostante alcune assenze importanti, la preparazione al Tri Nations: “Abbiamo visto di persona, nel 6 Nazioni, che grande squadra sia la Francia. Onestamente, la loro vittoria nel primo test non mi ha sorpreso.
“Se c’è una squadra con qualità collettive ed individuali molto spiccate, questa è senza dubbio quella neozelandese. Dovremo placcarli oltre la linea del vantaggio per ottanta minuti, limitare i loro contrattacchi, mettere massima pressione sui punti d’incontro per poter essere competitivi. Diversamente, la loro velocità di manovra ci creerà più di un problema.”
Un’Italia al massimo del proprio potenziale, dunque, quella che scenderà in campo nell’undicesimo scontro diretto contro gli All Blacks: “I giovani che sono stati lanciati in questo tour mi hanno sorpreso positivamente,” commenta Bortolami.
“Aoprattutto nel secondo test-match contro l’Australia dove, con un’età media ed un’esperienza internazionale limitate, siamo riusciti a rimanere in partita sino alla fine. Ma sabato, come ho già detto, tutti dovremo confermare quanto di buono abbiamo fatto sino ad oggi in questo tour.
“Dovremo approcciare nel modo mentalmente corretto la partita, guardare negli occhi durante la haka i nostri avversari ed accettare la loro sfida. Andiamo in campo per giocare la migliore partita della nostra carriera e lasceremo lo stadio a testa alta.”