19 Mar, 18:04
Da un lato l'Italia, che ha vinto il match dell'RBS 6 Nations che doveva vincere, dall'altro il Galles di Warren Gatland, che deve ritrovare l'onore perso con risultati non all'altezza in questo 2010.
Sportsbeat

Dopo aver concluso in mattinata l’analisi della partita di Melbourne contro l’Australia, l’Italia si è allenata nel pomeriggio presso gli impianti dei Crusaders, la locale franchigia di Super 14.
Allenamento senza contatto, preceduto da un lungo riscaldamento vista la bassa temperatura, al quale non hanno partecipato, lavorando a parte, capitan Sergio Parisse e Gonzalo Garcia, entrambi ancora affaticati dopo la sfida contro i Wallabies ed il trasferimento di ieri dall’Australia alla Nuova Zelanda.
Seduta differenziata anche per Alberto Sgarbi, costretto ad uscire dopo pochi minuti a Melbourne per un colpo alla coscia: il ventiduenne trequarti della Benetton Treviso si è allenato in piscina, ma già da domani dovrebbe essere a disposizione dello staff insieme a Parisse e Garcia.
Tour finito, invece, per il pilone dei Saracens Matias Aguero, sottoposto oggi dal responsabile medico della Nazionale, Prof. Gianluca Melegati, ad esami strumentali dopo un trauma al braccio destro riportato nel secondo test-match contro l’Australia: le analisi effettuate hanno evidenziato la lesione del tendine brachiale e l’atleta rientrerà domani al club di appartenenza.
Dopo il forfait di Canavosio, rientrato ieri in Italia, la rosa di atleti a disposizione di Mallett per l’ultima partita del tour si riduce a ventotto elementi con l’indisponibilità di Aguero.
Oggi, intanto, gli assistant coach Carlo Orlandi e Alessandro Troncon sono stati i primi membri della Nazionale ad incontrare la stampa neozelandese nella conferenza stampa di giornata:
“Affrontare la Nuova Zelanda e' sempre una grande sfida, noi siamo qui per coglierla e per continuare a costruire dopo le prime due partite del tour”. ha detto Orland.
Sappiamo di avere di fronte una squadra di altissimo livello, forse la migliore oggi al mondo, quindi dovremo essere al massimo e non dovremo farci intimidire. Il nome “All Blacks” è senza dubbio entrato nella leggenda del nostro sport, ma noi non dobbiamo giocare contro questa leggenda. La Nuova Zelanda è fortissima, ma rimane pur sempre una squadra”.