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Adam Ashley-Cooper
Adam Ashley-Cooper
Press Association Images
Australia 34 Italia 12
20 June 2009, 2:54 pm
By PA Sport
Dopo il 31-8 di sette giorni fa nella capitale australiana, il match di oggi sotto il tetto dell'Etihad Stadium conferma la superiorità del XV di Robbie Deans, terzo nel ranking mondiale (gli Azzurri occupano la dodicesima posizione) ma getta una nuova, positiva luce sulla profondità della rosa della Nazionale Italiana, capace di schierare oggi undici giocatori con meno di dieci caps.
Pronti via e l’Italia va in vantaggio: al secondo minuto la difesa aussie è in fuorigioco su un punto di incontro, Pearson concede il calcio piazzato e McLean porta gli Azzurri sullo 0-3.

Sul calcio d’avvio che segue la palla torna in possesso dei Wallabies, che cercano subito di muovere al largo, ma la linea arretrata degli Azzurri tiene e costringe al tenuto a terra la squadra di Deans.

Si torna nella metà campo del XV in oro-verde ma l’Italia, al sesto, perde per un colpo alla coscia l’ala Sgarbi, sostituito da Quartaroli che raggiunge in campo l’ex compagno di Accademia Favaro: per la prima volta due atleti cresciuti a Tirrenia sono contemporaneamente in campo in un test-match.

L’Australia attacca cercando di sfondare al centro, ma l’attacco Wallaby è vanificato da un in avanti e Gower risale il terreno di giocal piede, ma l’Australia riconquista il pallone e dopo aver rovesciato il campo segan alla bandiera con il tallonatore Polota-Nau. O’Connor non trasforma ma i Wallabies si portano comunque in vantaggio 5-3.

I padroni di casa alzano il ritmo, l’Italia si affida ai placcaggi dell’esordiente Simone Favaro – brillante il suo esordio internazionale - per respingere gli attacchi avversari.

Al ventesimo i Wallabies rinunciano ad aumentare il vantaggio con un calcio da posizione non impossibile, vanno in touche ma la difesa azzurra li costringe ancora all’errore. Tre minuti dopo, da posizione analoga, O’Connor cerca invece i pali e l’Australia allunga, 8-3.

Altri due minuti ed un errore difensivo di Tebaldi, che scivola dopo aver ricevuto un calcio, permette al centro Cross di marcare agevolmente la seconda meta della partita. O’Connor segna: 15-3.

Al ventinovesimo McLean potrebbe ridurre le distanze da posizione angolata, ma la palla esce a lato del palo. L’estremo azzurro ci riprova un minuto più tardi, da posizione più centrale, e questa volta non sbaglia: 15-6.

L’Italia attacca con Canale, sullo sviluppo del’azione un nuovo calcio di punizione che McLean decide di provare a realizzare, ma la palla colpisce il palo e, sul calcio di liberazione che segue, Rubini commette in avanti offrendo una nuova base d’attacco ai Wallabies. Il pack italiano conquista però un calcio di seconda e prova ad attaccare dalla metà campo, perdendo però l’ovale per un’ostruzione in ruck.

Dalla touche australiana su successiva nasce la terza meta australiana, questa volta a firma di Ashley-Cooper: si va a riposo sul 20-6. 

La squadra di Nick Mallett riparte all’attacco, ruba una touche nella metà campo avversaria e conquista un calcio piazzato in mezzo ai pali che McLean sfrutta per accorciare le distanze: 20-9.

Ancora l’Italia trova un varco con Garcia pochi minuti dopo, ma il centro del Cammi Calvisano viene fermato a pochi metri dalla linea di meta, il sostegno tarda ad arrivare e l’Australia allontana il pericolo.

Al ventesimo un clamoroso errore in mezzo ai pali di Berrick Barnes impedisce all’Australia di riallungare nel punteggio, il fronte si capovolge e dalla distanza McLean accorcia ulteriormente: 20-12.

Al venticinquesimo l’Italia va vicinissima alla meta, che sfugge solo per un rimbalzo nell’area di meta australiana che inganna Canale, ma i padroni di casa faticano a ritrovare il controllo del match ma, alla mezzora, i Wallabies chiudono il match con Turner che trova un buco centrale. O’Connor trasforma, 27-12.

Sembra finita, ma un nuovo attacco in velocità dei trequarti australiani viene finalizzato da Ashley-Cooper, che evita un placcaggio di Toniolatti, entrato a sostituire Tebaldi, e schiaccia al centro dei pali. Barnes trasforma il 34-12 con cui Pearson fischia la fine.



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