Il grande Alessandro Troncon è passato dall'altro lato del campo, assistente allenatore dell'Italia guidata da Nick Mallett.
“Sono passati quindici anni, ma i ricordi di quel tour rimangono tra i più emozionanti della mia carriera di giocatore. Ero giovane, partii consapevole di essere la riserva di Ivan Francescato.”
Che, però, fu costretto a saltare per infortunio la prima delle partite di avvicinamento al doppio test-match contro l’Australia: il primo giugno, a Darwin, Troncon scese in campo con la maglia numero nove nella vittoria contro la Selezione di Northern Territory e la conservò nelle due sfide di Brisbane e Melbourne contro la Nazionale di casa.
“Partiamo dal match di Brisbane. Una settimana prima di noi, l’Irlanda contro i Wallabies ne aveva presi una cinquantina. Non ricordo esattamente il punteggio, comunque una brutta sconfitta. Prima del calcio d’inizio, credo che tutti avremmo firmato per prenderne meno degli irlandesi.”
Poi iniziamo a giocare. Giochiamo e giochiamo ed al cinquantasettesimo siamo in vantaggio per 13-17, abbiamo una punizione a nostro favore nella loro area dei ventidue e io, invece di chiedere calcio e dare a Troiani la possibilità di allungare, intuisco che c’è la possibilità di marcare la meta che chiuderebbe i conti.
Quindici anni dopo resto convinto di aver fatto la scelta di gioco giusta: solo che finii per fare in avanti, l’Australia segnò con Burke e trasformò con Wallace e andò avanti 20-17.
Pareggiammo ancora con Troiani, ma a tre minuti dalla fine un altro piazzato sempre di Wallace chiuse i conti: 23-20 per loro, ancora oggi il miglior risultato mai ottenuto contro una delle tre grandi dell’Emisfero Sud”.
Ripensando a quell’esperienza, il tecnico trevigiano non può che augurarsi che anche il tour 2009 rappresenti un punto di svolta per la Nazionale
“Penso soprattutto ai giocatori più giovani del gruppo, a quelli che possono essere in una situazione simile a quella in cui mi trovai io nel 1994. Essere qui non deve in alcun modo essere, per loro, una gratificazione o un punto di arrivo.
“Piuttosto, da queste partite che li attendono, dalla possibilità di sfidare i migliori al mondo, devono partire per sfidare se stessi, per sfruttare le opportunità che verranno loro offerte e, attraverso queste, maturare come giocatori. Questo è lo spirito con cui dovranno sfidare Wallabies e All Blacks.”
Concentrandosi sugli aspetti più tecnici del gioco dei trequarti azzurri e sugli allenamenti specifici, Troncon ha dichiarato:
“In questi primi giorni, sia a Roma che a Melbourne, ci siamo dedicati soprattutto al gioco d’attacco, con l’obiettivo di proporre un gioco offensivo semplice, basato sui principi dell’avanzamento e della conservazione.
“In difesa, contro l’Australia, ci vorrà concentrazione, lucidità, aggressività. Il gioco della squadra di Robbie Deans non è un gioco complesso, ma è un gioco che sicuramente produce risultati. Starà a noi contrastarlo con successo.”