
“Non ho mai apprezzato la regola sperimentale che prevedeva il crollo del maul e che, recentemente, è stata accantonata dall'IRB. Personalmente” ha detto l'ex tallonatore azzurro.
“Ritengo che snaturasse il gioco del rugby union, rendendolo troppo simile al rugby a tredici giocatori: non lo dico solo io, lo dicono chiaramente le statistiche di gioco nei mesi di sperimentazione.
“La rolling maul, nelle ultime stagioni, era divenuta autentico marchio di fabbrica della Nazionale e stiamo lavorando” prosegue Orlandi
“Perchè possa tornare ad esserlo da subito, già dal match di Canberra.
Questo tour sarà un banco di prova importantissimo per tutta la squadra, per quanto riguarda il reparto di mia competenza c'è la consapevolezza di affrontare due pacchetti di grandissima qualità, e dalle caratteristiche simili soprattutto nell'ingaggio in mischia ordinata, che tanto australiani che neozelandesi tendono ad anticipare lievemente, traendone grossi vantaggi. Rispetto all'Australia, la mischia neozelandese ha poi dalla sua una fisicità molto maggiore”.