L'Argentina vendica il 12-13 di Cordoba strappato dall'Italia in giugno espugnando per 14-22 l'Olimpico di Torino, per la prima volta casa degli Azzurri di Nick Mallett, nel secondo Cariparma Test Match di novembre.
I Pumas centrano il secondo successo della gestione-Phelan imprimendo all’incontro la svolta decisiva quando mancano trenta minuti al fischio finale di White e l’Italia, sotto per 6-12 ma in superiorità numerica per l’espulsione temporanea del pilone biancoceleste Roncero, sembra poter volgere dalla propria parte l’esito dell’incontro.
Invece un buco improvviso che si spalanca nella difesa dei padroni di casa lancia in mezzo ai pali l’ala Carballo, Contepomi trasforma e lancia i Pumas verso il successo.
Il calcio piazzato di Marcato, una manciata di minuti dopo, sembra poter riaprire il match, ma l’Italia fatica ad insediarsi nella metà campo ospite e l’incontro si trascina sino al trentaquattresimo quando è il solito Contepomi a scrivere la parola fine sull’incontro.
La meta di Masi nel finale, a conclusione di quella che è la migliore manovra al largo proposta dal XV capitanato da Sergio Parisse nell’arco degli ottanta minuti, riaccende per un solo istante la fiammella della speranza: la trasformazione fallita da Orquera lascia i Pumas a +8, un divario incolmabile nelle ultime battute.
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"Per l’esito di un incontro che volevamo fortemente portare a casa. Mischia e touche hanno migliorato il rendimento rispetto alla partita di una settimana fa contro l’Australia, purtroppo non siamo stati capaci a sfruttare la superiorità che i nostri avanti hanno dimostrato".
"Paghiamo un’eccessiva indisciplina e qualche errore di troppo che, nel finale del primo tempo, ha permesso ai nostri avversari di chiudere in vantaggio al giro di boa del match. Abbiamo giocato troppo nella nostra metà campo, difficile vincere in queste condizioni. L’Argentina è stata abile a non esporsi troppo, noi abbiamo concesso troppo spazio a Hernandez in occasione della meta che ha chiuso il match".