
Questo in campo, perché se vogliamo parlare della risposta di Padova, del Veneto e di tutti gli appassionati, non ci sono parole: la gente ha famedi rugby. Adesso avanti con Torino, dove arriva l'Argentina.
Fa morale Masi premiato come man of the match, fa morale l'esperimento di Mirco Bergamasco all'ala e fa morale Marcato, coraggioso e preciso.
Lo dimostra nel primo tempo, tutto delle aperture nella fortuna e nella sfortuna. I calci del numero 10 azzurro tengono a galla l'Italia per almeno 20' giocati in apnea, quando l'Australia ha studiato bene il compitino e non ha problemi a sfondare in velocità (all'8' meta di Turner).
Ma dura poco, perché Barnes lascia per infortunio e con l'ingresso di Giteau i Wallabies si piantano.
Ne sa qualcosa Masi: mastino nel placcare e rapido a ripartire, è lui che suona la carica assieme al solito Marcato, chirurgico nel piazzare il drop del 9-11 al 26'.
La meta del sorpasso azzurro è nell'aria e 5' più tardi la firma Mirco Bergamasco al termine di un'azione da manuale tutta alla mano cominciata da Parisse. Giteau pareggia i conti centrando i pali allo scadere ma l'Italia è viva, vivissima.
E l'Australia, che non rientra nemmeno negli spogliatoi? Individualità a parte, non è nemmeno parente della squadra che sabato scorso ha rischiato di battere gli All Blacks.
Si ricomincia con altri 20' di piazzati che Giteau da un parte (14-20) e Orquera dall'altra (20-20) non sbagliano.
Mallett dà fondo ai cambi (esordio di Toniolatti) pensando anche all'Argentina da affrontare sabato prossimo e qui, nel dubbio, la risposta non c'è: il XV azzurro del primo tempo, giocando 80' ce l'avrebbe fatta? Orquera calcia a lato il pallone del sorpasso e con l'ovale se ne vanno le speranze azzurre.
Al 34' Cooper è bravo e fortunato a schiacciare in meta dopo una serpentina cominciata su uno scivolone di Parisse. Giteau non sbaglia due volte e fissa il definitivo 30-20.