"Abbiamo provato qualche giocata, senza difesa. Io ho fatto sia da apertura, sia da estremo. Credo che Mallett abbia le idee chiare, ma non ha fatto trasparire nulla".
Al termine del raduno di Roma, Andrea Marcato non sembra preoccupato. I tempi sono cambiati, il padovano non è più l'eterna promessa del rugby italiano: il drop con la Scozia a marzo nel Sei Nazioni e la trasformazione dalla touche per la vittoria di giugno in Argentina gli hanno dato la fama di match winner.
Apertura o estremo, approccia i test di novembre con la fiducia dello staff, anche perché se l'annuario 2008 a fianco del suo nome dava 82 chili, quello del 2009 dice 86. Musica per le orecchie Mallett.
"Quest'estate ho fatto palestra tutti i giorni, due volte al giorno. E poi mi sono sforzato a mangiare anche quando non ne avevo voglia". ha continuato Marcato
"Mallett mi ha detto "Fallo, ci serve" e ci ho provato. Per il Sei Nazioni conto di arrivare a 88, ma per me è veramente fatica. In difesa mi sento un po' più sicuro. Sono sempre stato il più piccolo della squadra e da sempre placco alle gambe. Ora Franco Smith mi ha chiesto di provare più alto, ma non sono i quattro chili a cambiarmi".