
Con il rugby Carlo comincia presto, come tutti da queste parti, e brucia le tappe. Alto, grosso, buone mani, attitudine al sacrificio. Gli ingredienti per tirarne fuori una grande seconda linea ci sono e la franchigia della provincia del Natal, gli Sharks di Durban, non se lo lasciano scappare: "Entro nella squadra U21 degli Sharks, l'anticamera del Super 12 di allora (oggi Super 14 ndr). E arriva anche la chiamata del Sudafrica U21.”
Poi, nel 2004, l'arrivo a Parma sponda Overmach, che segna l'inizio lì della carriera in azzurro per il gigante di Umtata: "Ringrazierò sempre chi mi ha voluto a Parma: dopo una manciata di mesi in Italia mi sono ritrovato a esordire con la Nazionale A, a Pomezia.”
Da lì alla vetrina dei test-match, il passo è stato immediato: "Una settimana dopo ero a Cardiff, titolare contro il Galles nel 6 Nazioni con la prima squadra. Ringrazierò sempre John Kirwan per quella possibilità.”
La maglia azzurra è un trampolino di lancio, Del Fava lascia Parma alla fine della stagione 2004/2005 e approda a Bourgoin, nel Top14 francese. Due stagioni e, la scorsa estate, fa ancora i bagagli e, con la moglie ed i due figli si trasferisce a Belfast, con l'Ulster. Per diventare un idolo del Ravenhill Stadium impiega pochi mesi, tempo che arrivi il capitanato della franchigia nordirlandese.
Nel mezzo, tante apparizioni azzurre nel 6 Nazioni e un posto nel XV titolare che, a St. Etienne, a settembre, arriva ad un passo dai quarti di finale: "Una delusione infinita. Arrivare così vicini e non farcela per un pelo...Ma il Mondiale è stato una grande esperienza.”
Italia fuori di un soffio, Sudafrica campione del mondo. Del Fava ha festeggiato il secondo titolo iridato degli Springboks?
"Mica tant...Pensavo ancora troppo alla partita di St. Etienne.”
Sabato, per la prima volta in quattro anni di azzurro, sfida una delle tre superpotenze dell'Emisfero Sud. Destino vuole che sia il "suo" Sudafrica": "Posso dire solo che è strano, e che è una grande sfida per l'Italia. Per noi della seconda linea, poi, la fatica sabato sarà doppia....”
De Villiers, CT dei Boks, potrebbe affidarsi al collaudatissimo duo campione del mondo, formato da Victor Matfield, capitano di giornata, e Bakkies Botha: "Due fenomeni, formano la migliore seconda linea del mondo. Affrontarli è l'incubo e l'ambizione di chiunque giochi nel mio ruolo.”
Un ruolo che, agli occhi dei non addetti ai lavori, spesso passa inosservato o quasi: "La seconda linea è un ruolo per chi ha fame, voglia di andare in guerra ogni partita. Sabato, bisognerà averne parecchia, di questa voglia.
Io sono nato qui, come tutti i ragazzini di qui sono cresciuto con il mito degli Springboks. E ora che ho la possibilità di affrontarli con la maglia della Nazionale del mio Paese, posso volere qualcosa di più?.”