Una nazione in festa ed a rischio esaurimento scorte di birra. Perché a volte può anche riuscire difficile sapersi contenere quando si sono attesi ventisette anni per un Grande Slam e poi se ne sono infilati due in trentasei mesi.
E parecchi gallesi espatriati non si sono voluti perdere questa festa: c'è chi è arrivato persino dagli Stati Uniti. Infatti il cuore "Cymru" (Galles in lingua locale,) batte sempre per il riscatto sociale attraverso l'ovale.
Opinione pubblica, esperti e media sono d'accordo nell'accreditare la grande opera di Mister Gatland nel sapere trasformare una barca naufragante, solo cinque mesi fa al Mondiale francese, nell'attuale potente corazzata che ha concesso solo due mete in tutto il torneo migliorando il record dell'Inghilterra di qualche anno fa.
E se il coach neozelandese ha capito che nel rugby gallese il romanticismo non può andare più di moda con il professionismo, così i suoi fedeli assistenti Shaun Edwards, inglese ex-superstar del Rugby League, e Rob Howley hanno aggiunto quel tocco in più di profonda passione ed applicazione che ha dato il risultato che oggi tutti noi abbiamo di fronte.
La prossima fermata per i Red Dragons sarà a giugno il Sud Africa: due test contro i campioni del mondo naturalmente già lacerati da una ridda di problemi tra cui la disputa contrattuale del loro nuovo Ct Pieter de Villiers.