Basette alla swinging London, dred alla giamaicana, occhio da architetto e mani da chirurgo. Questo, in poche parole è Paul Griffen, mediano di mischia del Calvisano e della nazionale italiana.
Nato nel '75 in Nuova Zelanda, terra di All Blacks e sacra palla ovale, gioca nel campionato delle province per poi staccare il biglietto per l'altro emisfero.
Debutta in Italia con il Napoli, lo trascina dalla B alla A2 quindi si trasferisce al Calvisano nel 2000.
In cinque anni in quella che è una delle città-stato del rugby italiano diventa il giocatore simbolo ed è uno dei principali artefici della scalata che porta il Ghial allo scudetto 2005 e all'accesso alle Coppe Europee.
Il debutto con la nazionale italiana è di quello da mettere i brividi: contro l'Inghilterra al 6 nations 2004 a Roma.
Veste la maglia azzurra da equiparato, dopo i cinque anni in Italia, ed esordisce sostituendo l'infortunato Troncon.
Da allora Tronky, complice anche una condizione fisica non ottimale, farà fatica a rientrare.
Giocatore dal fisico di una persona normale, in un rugby che ormai chiede anche alle ali di pesare quasi un quintale, con il suo metro e settantacinque è abile a interpretare la partita.
Griffen ricopre un ruolo difficile, di cardine tra la mischia e i tre quarti.
Intelligente nei calcetti a seguire ha acquisito una buona visione di gioco.
Accusa qualche difficoltà nella fase di copertura, forse per un infortunio cronico, chi dice alla spalla, chi al bacino.
Ma è comunque uno degli uomini fondametali in vista di un 2006 impegnativo da ogni punto di vista.