Il CT della Nazionale Italiana Rugby Pierre Berbizier ha osservato con particolare attenzione, nel fine settimana, l'ultima tornata di test-match che hanno di fatto concluso la stagione agonistica dell'Emisfero Nord e dato il via all'inverno caldo dell'Emisfero Australe.
Emisfero Australe che come nota subito il CT Azzurro sembra essersi lasciato ormai alle spalle la delusione per essersi visto sfuggire, nel novembre 2003, quel titolo mondiale che, sin dalla creazione della Rugby World Cup, mai era uscito dagli antipodi.
La vittoriosa serie degli All Blacks contro i Lions, i successi dellAustralia sulle Nazionali dellEmisfero Nord in tour hanno delineato unattuale supremazia delle formazioni dellEmisfero Meridionale. Dove adesso si entra nel pieno della stagione, mentre gli atleti dellEmisfero Boreale possono, finalmente, godersi il meritato riposo.
Berbizier spiega così il divario emerso dai test estivi tra le due parti del globo: Australia e Nuova Zelanda presentano un condizione fisica immensa a livello di avanti e, nondimeno, sono in grado si creare un volume di gioco incredibile con tutti e quindici gli uomini della squadra.''
Discorso differente, secondo lex mediano di mischia della Francia, merita il Sudafrica sconfitto 25-12 dai Wallabies sabato scorso nel match dandata della Mandela Cup: Gli Springboks continuano a mostrare, nel proprio approccio al gioco, la dominante del combattimente aspro.
''Ed in questo senso si collocano a metà strada tra lEuropa e lOceania, poiché Nuova Zelanda ed Australia, come ho detto, sanno garantirsi unampia quantità di possessi di palla ma, contrariamente ai sudafricani, sanno poi muovere questi palloni con una gamma sterminata di opzioni dattacco.
''Che il Sudafrica non ha. Quando Wallabies ed All Blacks avanzano sono difficili da fermare: la partecipazione della squadra allattacco è globale, il sostegno asfissiante per continuità.''
Ma indicare con certezza chi, tra australiani e neozelandesi, meriti al momento la palma di Nazionale più forte al mondo è difficile anche per Berbizier: Dovremo attendere ancora qualche settimana, aspettare i confronti diretti nel Tri-Nations tra la squadra di Eddie Jones e quella di Graham Henry.
''Oggi la Nuova Zelanda sembra difficilmente superabile, lo ha dimostrato prima in autunno contro la Francia, poi nella recente serie contro i Lions. Era dal 1983 che la selezione dei migliori atleti britannici non lasciava gli antipodi senza una sola vittoria.
Anche i Wallabies australiani, però, hanno saputo regolare duramente tutte le squadre affrontate nellultimo periodo. E lItalia di Pierre Berbizier, sconfitta per 69-21 a Melbourne il 25 giugno scorso, non ha fatto eccezione.
Approccio al gioco basato su una enorme fisicità e su di una tecnica sopraffina: lapproccio degli australiani è molto simile a quello dei tuttineri. La nostra partita contro i Wallabies sarebbe stata diversa se Pez non fosse stato colpito duro da Mortlock dopo appena tre minuti di gioco?
''Beh, forse sarebbe potuta andare leggermente meglio, ma è inutile illudersi. La differenza cè, ma lItalia si è potuta togliere comunque la soddisfazione, nel corso del tour estivo, di superare una rappresentante dellEmisfero Sud.
''Mi riferisco ovviamente al successo di Cordoba sullArgentina: a cui vanno aggiunte le tre mete che siamo riusciti a costruire e mettere a segno proprio contro lAustralia.
''Solo la Francia, due settimane dopo, ha saputo fare meglio violando larea di meta gialloverde per quattro volte. Mentre sabato, nella Mandela Cup, il Sudafrica è andato a punti contro gli australiani solo grazie al piede di Percy Montgomery.